Equilibrio

In questa tela, un acrilico e olio, quello che colpisce da subito, e che concentra tutta l’attenzione, è il limone che dal centro del quadro risalta fortemente, entrando in contrasto con la vastità del blu che tutto avvolge. Non può dunque non far pensare ad un sole che bruciando espande la sua luce nel cosmo buio e scuro, illuminando potentemente tutto, emanando energia, e permettendo il fiorire della vita. Il limone rappresenta dunque la forza di volontà che permette la realizzazione e la concretizzazione delle nostre aspirazioni e della nostra volontà e si impone sull’oscurità del cielo che diventa così, in modo antitetico, il simbolo delle paure che attanagliano l’uomo e che non gli permettono di progredire, tenendolo inchiodato in una sorta di limbo popolato di rimpianti e di rimorsi. Tale antitesi perfettamente bilanciata è espressa anche dalla fisicità degli elementi che si contrastano: il limone, pesante, concreto come la realtà, ed il cielo blu, profondo ma etereo, non tangibile fisicamente, ma percettibile solo con la mente, come le paure. Questo gioco di equilibri continua in tutto il quadro: da una parte troviamo una sterlizia regina, simbolo di regalità e signorilità, controbilanciata da una piccola margherita di campo, simbolo quest’ultima di purezza e umiltà. Entrambe poi supportano il peso del limone e tutti questi soggetti sono legati ad un chiodo. Ecco dunque emergere con totale chiarezza il significato di questo dipinto; i sogni (la margherita) che ci spingono ad andare avanti, malgrado le incertezze e le paure (il cielo blu), possono realizzarsi e diventare potenti realtà (sterlizia) se accompagnati da determinazione, positività, ambizione, curiosità e coscienza (limone), senza mai dimenticare la strada che si è scelto di intraprendere (fili) per poter realizzare i propri desideri.

In questo modo si raggiungerà velocemente la meta preposta, il cammino da incerto (il cielo blu scuro sul lato sinistro del quadro) diventerà progressivamente più chiaro, radioso e luminoso (luce sul lato destro del quadro) e la realizzazione del nostro io, chiuso dietro ciò che all’inizio sembra un enorme e pesante cancello e di cui non perdiamo mai di vista la serratura, varco che ci consente di spiare e guardare oltre e tenere vive le speranze, diventa infine una semplice porta di cui abbiamo sempre avuto a disposizione la chiave, senza avere coscienza che fosse quella giusta, quella di cui avevamo bisogno, quella che stavamo cercando disperatamente.

⬅️indietro

Lussorio Daniele Caredda

cose di Lusso…