


In questa tela più che in altre è forte l’impressione di essere protagonisti di questo dipinto e non soltanto dei semplici osservatori esterni. Infatti i cardi in primissimo piano con il sentiero centrale che sfuma dolcemente verso lo sfondo creano una prospettiva così particolare da sembrare che i fiori, quasi degli uscieri, si pieghino al nostro passaggio con fare reverente acconsentendoci ad entrare in un mondo fantastico, e quel sentiero, quasi dorato, non può non riportare alla mente quello del mondo di Oz e delle sue atmosfere. Ancora una volta insomma veniamo trasportati in una dimensione onirica dove tutto ha il sapore del fantastico, dove il possibile e l’impossibile si fondono insieme ed ogni cosa non sembra più ciò che è ma va letta sotto molteplici punti di vista. I cardi, fiori bellissimi ma spinosi possono essere visti come un segno delle asperità che ci stiamo ormai lasciando alle spalle o come la volontà di interrompere un forzato isolamento che si è andati cercando in quanto sfiduciati da tutto e da tutti. In ogni caso incorniciano un sentiero che, anche se si perde fino all’orizzonte, è comunque foriero di un avvenire migliore che si manifesta già nella varietà multicolorata dei campi ai lati di esso, e da quel cielo di un azzurro terso, solcato da soffici e piacevoli nuvole bianche. Dunque è un dipinto in cui si esprime forte la fiducia verso un nuovo inizio e un domani migliore.


