Quando il sogno non è ancora finito
Questa tela dal forte sapore onirico, come in un sogno presenta un paesaggio in cui ogni singolo
elemento racchiude in se molteplici significati nascosti, tutti da scoprire e da interpretare. Ecco dunque che i gigli, simbolo di giovinezza e purezza, associati al viola, assumono un valore
diametralmente opposto, comunicando un senso di decadimento, quasi a sottolineare il trascorrere
del tempo e l’inesorabile sfiorire della giovinezza stessa e della spensieratezza che solitamente la
caratterizza, mentre all’orizzonte si approssimano le nubi, i pensieri negativi, i problemi e le difficoltà che assillano le persone fino alla loro morte. Tra i gigli spicca una teiera antica, finemente decorata, quasi un tesoro dimenticato e quindi simbolo
anch’essa di una giovinezza andata, perduta, di quell’ “età d’oro” ricca di speranze in cui tutto sembra stupendo e sublime, in cui ogni cosa è una promessa di eterna felicità e che mai più tornerà:
una teiera come duplice significato dunque, sia di fugacità della vita (tempus fugit), e come scrigno
del tesoro dove i gioielli più cari sono i sogni di un roseo futuro, di una vita serena circondata dagli
affetti sicuri, di una vita normale. Sogni in cui ci si vede realizzati, con un tetto sotto cui stare come
la casa sullo sfondo, simbolo di solidità e stabilità, certezza e concretezza, con un lavoro e infinite
possibilità in cui cercare di affermarsi, espressi simbolicamente dalla campagna, spazio dove
correre liberi in ogni direzione o semplicemente dove ritrovare i propri tempi, lontano dal caos,
fermarsi a riflettere o sognare guardando il cielo chiaro e terso, simbolo di speranza per ciò che
verrà. Tutti questi elementi si ritrovano sullo sfondo, perché ormai quei sogni sono lontani e lo scrigno in cui si erano riposti non serve più a contenerli; i sogni sono infranti e così lo è la teiera.
E’ venuta meno la sicurezza di una vita normale e dignitosa, si è persa la magia e la sacralità dei
sogni che ci spronavano da ragazzi. Malgrado tutto però, come recita il detto “la speranza è l’ultima a morire”, anch’essa (la speranza) è presente nel quadro, sotto forma di una chiave che in questo caso, oltre a richiamare fortemente nel significato i sogni segreti, motore dell’animo umano, è un monito a non perdersi d’animo, a non
arrendersi mai ma a perseguire ostinatamente ciò in cui si crede. E’ il simbolo dunque di un nuovo
inizio ed il fatto che si trovi all’interno della teiera rotta non è un caso: come la mitologica Fenice
era in grado di risorgere dalle proprie ceneri, più bella e più forte di prima, così i nostri sogni
possono rigenerarsi e noi con essi. Dunque la chiave è un simbolo fortemente positivo, l’arcobaleno dopo una tempesta, la ricompensa agognata alla fine di tutte le sofferenze patite e le fatiche sopportate.



